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Maison & Objet – Parigi 20 - 24 gennaio 2017

UNIDO presenta Creative Mediterranean, progetto a sostegno delle industrie creative di 7 paesi del sud Mediterraneo


UNIDO (United Nations Industrial Development Organization), all'edizione di gennaio della fiera parigina Maison & Objet ha presentato il progetto Creative Mediterranean (www.medcreative.org) di cui Giulio Vinaccia, designer poliedrico che dal 1993 si occupa di Design per lo sviluppo sociale è design coordinator.

Creative Mediterranean coinvolge sette paesi del sud Mediterraneo per lo sviluppo di quattordici cluster di industrie creative: dalla manifattura di gioielli algerina e libanese; all'intaglio del legno marocchino; alla ceramica tunisina; al vetro soffiato egiziano. Algeria, Egitto, Giordania, Marocco, Libano, Palestina e Tunisia sono gli stati coinvolti dal progetto, sviluppato da UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale) con il supporto finanziario della Agenzia Italiana di Cooperazione e dell'Unione Europea, che interessa un'area economicamente afflitta dalla minaccia del terrorismo, con la convinzione che la creatività sia un meccanismo di resilienza e resistenza alle trasformazioni in negativo; “Resilience through Creativity” è il filo conduttore di Creative Mediterranean.

Nella Hall 1 saranno in mostra i manufatti più legati alla tradizione, quelli di design più contemporaneo e gli oggetti frutto di contaminazioni tra l'artigianato locale e il digitale come la chaise-longue del cluster di Tripoli in Libano, dotata di HOT SPOT digitale e di carica cellulare. Anche le ceramiche prodotte in Tunisia, la collezione in vetro dal Marocco e dall'Egitto, i vasi e i piatti in rame e cemento dall'Algeria e le sedie e i tavoli realizzati dai designer e dagli artigiani del Libano e della Palestina.

La collezione di manufatti di Creative Mediterranean è frutto della collaborazione tra gli artigiani e i designer locali, guidati da Giulio Vinaccia il quale, divenuto una figura di riferimento in questo ambito, nel giugno del 2016 ha ricevuto il prestigioso Premio Compasso d’Oro ADI, nella categoria Design Sociale, condiviso con UNIDO, per l'applicazione della metodologia progettuale “Design as a development tool”.

CREATIVE MEDITERRANEAN – Il progetto in sintesi

Dai quattordici cluster è previsto un turnover economico annuale di 3600 milioni di Euro pari allo 0,2% del Prodotto interno lordo, di cui 400 milioni in export, corrispondenti allo 0,3% totale; 55 saranno le istituzioni coinvolte tra università, istituzioni di cultura, associazioni professionali ed enti governativi; 19.300 le piccole imprese interessate, di cui 12.500 micro imprese pari al 64% del totali nei sette Paesi, 6800 di PMI pari al 35% e 180 realtà industriali o semi-industriali; 280mila le persone impiegate di cui il 56% (155mila) del cosiddetto “settore informale”.

A partire da una mappatura dei territori interessati dal progetto, sono stati individuati i distretti produttivi più interessanti e caratteristici del patrimonio culturale, e creato un brand per la commercializzazione dei prodotti derivanti. In tutti i paesi coinvolti nel progetto è in corso la realizzazione di design hub, veri e propri laboratori di sperimentazione e creatività in cui tradizione e cultura digitale convivano. Sono coinvolti musei, biblioteche ed enti culturali per un’iniziativa di rilancio che durerà tre anni e che, al momento, conta un team di trenta persone coordinate da Vinaccia. Poiché si tratta di un progetto pilota dell’Unione Europea, se darà i risultati auspicati, sarà ampliato. “È un lavoro di problem solving che solo alla fine è di prodotto. Si lavora più che altro sulla rottura di barriere culturali e politiche”, sottolinea Vinaccia.

PROFILO
Giulio Vinaccia nasce nel 1957 a Caracas da genitori italiani. Si trasferisce in Italia nel 1985 lavorando dal 1997 al 2012 con il fratello Valerio nell’ambito del design industriale, con particolare attenzione ai settori del medicale, sport e motori e sportswear. Tra i clienti: Aprilia, Belstaff, Borsalino, Brembo, Data Process, Ducati, Ferrari, Momo Design, Moschino, New Max e Piaggio.
Dal 1993, Giulio Vinaccia inizia a occuparsi di design sociale, rinsaldando dei contatti con l’Ufficio dell’artigianato in Colombia. Il primo progetto, Incontro, con cento piccoli artigiani colombiani tra la periferia di Bogotà, i fiumi e i villaggi nel cuore dell’Amazzonia, è finalizzato alla rivalutazione e promozione dell’artigianato colombiano. Da quest’esperienza si aprono i contatti con il Governo Brasiliano, in particolare il SEBRAE (Serviço Brasileiro de Apoio às Micro e Pequenas Empresas), per il quale Vinaccia lavora dal 1996 al 2002 sviluppando oltre dieci progetti di design per l’artigianato in diverse comunità e geografie del Brasile, dalla giungla al nord est del Paese.
Nel 2004 il Governo Spagnolo gli commissiona il progetto Iconografia del Cammino di Santiago, promosso dal Centro Europeo de Innovación de Navarra, per la produzione di prodotti-souvenir dedicati al Cammino di Santiago che servissero alla valorizzazione economica e produttiva dell’area. Da questo momento Vinaccia non interviene soltanto in Paesi in via di sviluppo ma anche in situazioni del cosiddetto “primo mondo” ove si rintracciano comunità in crisi, toccate da cambiamenti economici e sociali o da eventi catastrofici. Tra questi, Luleå (Svezia, 2005), Gàspesie (Canada, 2007), Kabul (Afganistan, 2007) ed Egitto (2009-2011). In quest’ultimo caso Vinaccia viene in contatto con l’UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale) ed entra in un programma di sviluppo a livello globale. Seguono quindi i progetti a Leishan (Cina, 2010-2011), Haiti e i cinque stati caraibici (2011), Islamabad (Pakistan, 2011-2012 e 2012/2013), Port aux Prince (Haiti, 2012-2013), Tsara Project nel Madagascar (2014-) e infine Creative Mediterranean.

A giugno del 2016 riceve, con suo fratello Valerio e UNIDO, il prestigioso Premio Compasso d’Oro ADI, il primo attribuito nella storia del Compasso alla categoria del design sociale, assegnato a “Design as a development tool” metodologia d’intervento attraverso il design, capace di creare sviluppo economico e sociale a partire dalle risorse umane, culturali e territoriali del contesto d’intervento. Riceve anche la Menzione d’Onore del Premio Compasso d’oro ADI, per il progetto Tsara nel Madagascar, ideato e condotto con UNIDO, con il finanziamento di NORAD (Norwegian Agency for Development Cooperation )


Approfondimenti

DESIGN AS A DEVELOPMENT TOOL - la metodologia applicata

Per Giulio Vinaccia il design è un attivatore di creatività che ha potenziale per il miglioramento delle condizioni di vita in Paesi in via di sviluppo. Per questo il design viene promosso da enti e governi internazionali come strumento per combattere la povertà e generare nuove forme di economia.
Giulio Vinaccia segue progetti di design sociale a partire dal 1993 in aree del mondo con significativo ritardo di sviluppo, applicando una metodologia che attiva non solo la realtà produttiva locale ma anche nuove interazioni tra i produttori. In sintesi, dopo una prima fase di analisi degli enti di supporto in loco, delle risorse materiali, umane e finanziarie e del Sapere diffuso, vengono individuati un’area d’intervento, le comunità da coinvolgere e il ciclo di produzione – ad esempio, se legato a festività o ricorrenze del Paese, se per il consumo interno o i mercati internazionali. Vengono anche analizzate le tecniche e il potenziale produttivo, lo scenario economico e sociale e, infine, definiti un piano operativo e uno per il potenziale sviluppo. Solitamente è abilitato un team in loco per la continuazione o il monitoraggio dell’operazione. Tale metodologia è oggi utilizzata da agenzie internazionali come UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale).

Ogni progetto è un’iniezione di potenziale. “Non interveniamo soltanto con la finalità di creare prodotti finiti, l’importante è che si crei economia in loco”, spiega Giulio Vinaccia. “Alcuni oggetti possono diventare delle serie per il mercato globale, altri sono spendibili nel collezionismo e altri posso essere veicolati solo nel mercato locale. L’essenziale è la continuità. I progetti non nascono per volontà politica ma sono realtà di fatto con un potenziale e azioni che sono ripetibili”. Nella loro ventennale esperienza, Vinaccia possono affermare che il 25% delle comunità coinvolte in questo tipo di progetti sono tornate a fare quello che facevano; il 40% ha modificato parzialmente la produzione; il 30% ha cambiato radicalmente vita. E tale risultato è straordinario se comparato al 5% di successo delle operazioni condotte da organizzazioni internazionali.
“Non c’è un modo univoco di intervenire quanto una finalità comune: riconoscere il saper fare locale e stimolare la curiosità delle persone a rileggere, attraverso nuove funzioni, ciò che fanno da sempre e con lo stimolo del cercare nuovi business. Dapprima c’è un periodo di studio della cultura locale e di avvicinamento senza fare design, per essere accettati dalle persone”, racconta Giulio Vinaccia. “Abbiamo spesso avuto un budget limitato che ci ha obbligati a lavorare con quello che c’era nel territorio, conseguendo infine la sostenibilità e la replicabilità dei progetti”.

Info:
www.medcreative.org
www.giuliovinaccia.com
Ufficio stampa Patrizia Ledda tel. +39 339 4766974, p.ledda@mapdesign.it
 
 
 
date: 30/01/2017
Giulio Vinaccia at M&O
date: 30/01/2017
M&O
date: 30/01/2017
M&O
date: 30/01/2017
M&O
date: 12/01/2017
artigiane jordan
date: 12/01/2017
ceramica
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